Speciale: Epoca nello Spazio (e sulla Luna)

L'avventura dell'uomo nello Spazio comincia subito dopo la Seconda Guerra, con l'avvento della propulsione a razzo. Da lì ai primi anni '50 il mondo fa il suo ingresso nell'Era Spaziale, che culminerà nel 1969 con lo sbarco dei primi astronauti sulla Luna. Epoca fu sempre in prima fila a documentare ogni momento di questa corsa, fin dai primordi che avevano un po' il sapore della fantascienza ottocentesca. In queste pagine riproduciamo tutto il percorso, articolo per articolo, foto per foto, fino al termine dell'operazione Apollo, ossia per oltre venticinque anni.

Un consiglio: per poter sfogliare i servizi a doppia pagina è meglio scaricarli sul proprio computer prima di aprirli, e visualizzarli col reader a schermo intero. Aprendoli nel browser vengono mostrati a pagina singola, il che spezza alcune foto panoramiche.

Attenzione: tutto il materiale pubblicato qui è realizzato in bassa risoluzione per non appesantire troppo il server. Chi volesse qualche particolare servizio o immagine in alta risoluzione può farcene richiesta

1) Preistoria

Probabilmente non ci sarebbe stata un'era spaziale così frenetica se non fosse stato per due fattori, entrambi legati alla fine della seconda guerra mondiale:

1) La scelta di Wernher von Braun di consegnarsi alle truppe americane

2) La divisione del mondo in due blocchi d'influenza e l'avvio della Guerra Fredda.

Von Braun era il padre della missilistica nazista (padre delle famigerate V2), e sbarcò in America con tutta la sua tecnologia e la sua voglia di continuare le ricerche. La Guerra Fredda si combatté principalmente con una corsa agli armamenti che comprendeva i missili intercontinentali a testata nucleare. La cosiddetta "conquista dello spazio" era dunque un'arma strategica di primaria importanza per entrambi i blocchi. L'aspetto non puramente militare, legato alle conquiste scientifiche e soprattutto alle missioni lunari, fu una ricaduta destinata soprattutto a giustificare agli occhi dell'opinione pubblica le enormi spese sostenute da entrambe le superpotenze per alimentare lo sviluppo della missilistica, e gli enormi rischi di guerra totale che venne sfiorata più di una volta.


Wernher von Braun il giorno della resa all'esercito USA (1945)

Possiamo chiamare "preistoria" il periodo che precedette i primi lanci orbitali veri e propri, ossia prima dello Sputnik. Cominciamo nel giugno del 1951, quando Epoca non ha ancora compiuto un anno. Il primo articolo dedicato allo spazio consiste in un'intervista a Wernher von Braun in occasione dell'uscita di un suo libro divulgativo sui voli spaziali:

1951-038 - Già in viaggio verso la Luna

Nel 1952 si comincia a parlare di razzi potentissimi guidati da computer:

1952-101 - Pronto il razzo col cervello elettronico

1952-109 - Prima del 2000 il satellite artificiale

1952-110 - Pionieri in scafandro spaziale

1952-111 - Che cosa troveremo su Marte?

Nel febbraio 1953 Epoca dedica una bella copertina al sogno spaziale, per introdurre un altro servizio in due puntate riccamente illustrato, firmato ancora da Wernher von Braun:

1953-122 - Terra-Luna in 5 giorni

1953-123 - Sei settimane tra i crateri lunari

Sul numero del 25 aprile dello stesso anno appare un articolo sulla possibilità (reale) di prenotare viaggi interplanetari per varie destinazioni (Luna, Marte...):

1953-133 - Mi sono prenotato per il viaggio nella Luna

Ancora nel 1953 esce un corposo servizio in tre puntate, che abbiamo raccolto in un unico file:

1953-140-141-142 - L'uomo nello Spazio; I Pionieri si allenano; Allarme a bordo dell'astronave

Nell'ottobre 1953 ancora una copertina per introdurre il concetto di "stazione spaziale", dapprima abitata da animali

1953-160 - Tre scimmie nello spazio

A ottobre del 1954 ritorna la fantascienza, ancora illustrata da disegnatori sapienti e visionari. Da notare che le astronavi sono ancora immaginate come oggetti appuntiti e muniti di ali. Il testo, a firma di von Braun, contiene spunti scientifici interessanti.

1954-212 - Possiamo andare su Marte?

Sempre in attesa che qualcosa si muova davvero, nel 1955 si continua a immaginare un futuro (il favoloso 2000) popolato da veicoli spaziali e da compagnie di viaggi interplanetari.

1955-226 - Faranno il 2000

Razzi e tecnologia spaziale permetteranno presto di mettere in orbita piccoli veicoli, dapprima automatici e privi di equipaggio umano:

1955-238 - La luna artificiale antenna dei terrestri

Ancora razzi di forma ogivale e scenari da fantascienza in questo articolo di Nantas Salvalaggio:

1955-253 - Si potrà fare il week-end nello spazio

E infine, sempre nel 1955, un articolo nella rubrica Italia domanda:

1955-254 -  Una crociera nello spazio alla ricerca di altri pianeti

Tutto il 1956 e gran parte del 1957 scorrono senza che l'attesa sia soddisfatta: si continua a parlare di Luna e di spazio, si mostrano laboratori dove i futuri astronauti si esercitano in simulazioni di assenza di gravità, si fanno ipotesi, come quelle esposte nei trafiletti che seguono:

1956-298 - Nuotando come subacquei alla conquista della Luna

1956-303 - Sarà più difficile andare o tornare dalla Luna?

1956-326 - Il missile impazzito nel cielo

1957-333 - Alla conquista dello spazio col nuovo missile tascabile

1957-334 - All'Onu si è parlato del satellite artificiale

La sensazione però è che qualcosa stia per capitare, dato che sono scomparsi del tutto gli articoli ingenui e fantascientifici degli scorsi anni. Tutti ormai guardano con apprensione ai successi sovietici, che cominciano a segnare punti con una sicurezza impressionante.

2) Il tempo della supremazia sovietica

Siamo ancora nel 1957, verso la fine. La prima batosta agli americani arriva dal successo dei russi in campo missilistico con quella che verrà definita l'Arma Assoluta, quella contro cui non c'è difesa:

1957-362 - Il missile russo è una sfida all'America

E subito dopo arriva l'annuncio della batosta spaziale: l'Unione Sovietica è riuscita a mettere in orbita il primo satellite artificiale della storia dell'umanità: lo Sputnik. Siamo nell'ottobre 1957. Il mondo entra ufficialmente nell'era spaziale, e lo fa nel modo meno gradito agli americani, che non ne sono i protagonisti, anzi sono piuttosto indietro.

1957-367 - La luna costruita dall'uomo

Razzo vettore dello Sputnik, un sistema a tre stadi a propellente liquido molto simile a quelli che verranno in seguito. Il satellite è la piccola sfera che si vede in cima al muso. Da notare che il razzo non possiede ali né alettoni di nessun genere (clicca sull'immagine per vederla meglio).

È un articolo che possiamo considerare di svolta: infatti si apre con una parte piuttosto giornalistica e scientifica, che riguarda il satellite Sputnik, le sue caratteristiche e quelle del vettore che l'ha messo in orbita. Segue una seconda parte che ritorna indietro, verso le immagini fantascientifiche di viaggi interplanetari e di strani missili panciuti e dotati di ali. Un'apologia per un prossimo, inevitabile successo americano. Ma ci vorrà del tempo.

Intanto l'impresa sovietica rilancia le fantasie e le aspettative sui voli spaziali: Luna e pianeti sembrano più a portata di mano, ma i disegnatori ricominciano ad attingere dalla fantascienza.

1957-368 - La corsa alla Luna

1957-369 - Cosa troverà l'uomo sulla Luna

E intanto arriva il secondo Sputnik, più grosso del primo e per giunta abitato:

1957-371 -  Il cane che gira intorno alla Terra

Naturalmente nessuno dice che fine fa lo splendido cucciolo di husky (in russo Laika) a bordo della capsula.

Conflitto di competnze 

Ma qual'è il problema con gli americani? Come mai si fanno affibbiare punti su punti dall'Unione Sovietica? Proprio loro che hanno assoldato i migliori esperti tedeschi nel settore della missilistica e hanno creato a Redstone un centro di ricerca spaziale di altissimo livello. È proprio questo il punto: per una specie di patriottismo il Governo Americano non vuole affidare questa delicata gara al gruppo di von Braun, preferisce dare fiducia ai propri militari, specie l'Aviazone. E così, mentre il team "tedesco" di Redstone mette a punto il vettore Jupiter in grado di mettere in orbita satelliti più grossi di quelli sovietici, le Forze Armate americane continuano i loro tentativi con razzi Vanguard destinati a fallire uno dietro l'altro. L'articolo che segue spiega bene questa situazione, e mostra finalmente la soluzione, annunciata dal Presidente Eisenhower:

1957-372 - Jupiter contro Sputnik

È interessante, nello stesso numero, un intervento dello scrittore Guido Piovene sull'argomento, a prova del fatto che ormai l'opinione pubblica segue le vicende spaziali. Nel numero successivo, sempre in attesa che l'America faccia qualcosa, appare un'intervista a Wernher von Braun:

1957-373 - Come si vivrà nello spazio

Copertina dedicata all'inserto "I missili" per il volume "Le conquiste del mondo in cui viviamo"

Un altro fiasco americano, sempre dovuto ai tentativi di usare vettori Vanguard viene documentato non senza amara ironia:

1957-376 - Carnevale a Capo Canaveral

Molte "teste" salteranno in seguito a questo ulteriore smacco. Intanto si chiude il 1957, anno trionfale per l'Unione Sovietica, e si entra nel 1958 pieni di speranze per la rivincita del mondo occidentale. Per cominciare la solita copertina fantascientifica:

Copertina dedicata all'inserto "I satelliti artificiali" per il volume "Le conquiste del mondo in cui viviamo"

Per mantenere viva l'attenzione si parla di Luna con scrittori e attori di fama, in dieci interviste su altrettanti numeri del settimanale:

1958-382-segg - Destinazione Luna

L'attesa ormai ansiosa degli americani verrà premiata nel febbraio 1958. Saranno ore concitate, scandite da ordini e contrordini a 14 secondi dal lancio, che riporteranno finalmente in gara gli Stati Uniti.

3) La rivincita di von Braun

Gli articoli che seguono spiegano bene come sono andate le cose, e come finalmente il missile Jupiter dell'Esercito sia stato l'artefice del lancio del primo satellite americano. Epoca dedica una copertina all'avvenimento:

1958-384 - La rivincita di von Braun

1958-385 - Non salgono in cielo burocrati e colonnelli

1958-389 - Il difficile equilibrio dei satelliti

Ed ecco von Braun trionfante, al congresso internazionale astronautico di Amsterdam, e subito dopo in due servizi celebrativi:

1958-414 - Siamo alla vigilia del viaggio sulla Luna

1958-420 - Sono il padre del "Pioneer"

1958-421 - Come lanciammo la V2

Siamo alla fine del 1958. Con un satellite di oltre quattro tonnellate, il colosso Atlas messo agilmente in orbita da von Braun, si chiude un anno di successi americani:

1958-430 -  Passati in testa gli americani

Nello stesso anno (1958) Epoca aveva pubblicato una raccolta di inserti da rilegare in volume, intitolato Le conquiste del mondo in cui viviamo. Non poteva mancare un ricco fascicolo dedicato ai missili, e uno dedicato ai satelliti artificiali. Perdonerete il ricorso da parte dei disegnatori a illustrazioni ancora legate all'immaginario fantascientifico:

1958 - Le frecce dello spazio - I satelliti artificiali

Un'immagine suggestiva della conquista della Luna, ormai a portata di mano nel 1958

 

4) Ancora i Russi

L'inizio del 1959 segna un punto a favore dell'Unione Sovietica: la sonda automatica Lunik, pur avendo fallito l'obiettivo di schiantarsi sul suolo lunare, tuttavia arriva nelle vicinanze del satellite e lo sorvola per un tratto, prima di perdersi in una traiettoria solare:

1959-432 - Partito Lunik è diventato Solik

Ma analoghi tentativi americani con lanciatori Thor-Able erano falliti completamente, ricadendo sulla Terra. La missione Lunik fornisce lo spunto per un bell'articolo illustrato sui viaggi lunari della fantascienza:

1959-438 - Volavano sulla Luna a bordo di una poltrona

Intanto gli Usa pareggiano provvisoriamente il conto col lancio della piccola sonda Pioneer IV, che effettuerà un volo lunghissimo in orbita solare dopo un passaggio ravvicinato con la Luna:

1959-441 - Una gara a inseguimento nel Sole

E un rilancio Usa, nella primavera del 1959, porta nello spazio due scimmiette che tornano sane e salve, primi esseri viventi a volare su un veicolo spaziale americano:

1959-453 - Le scimmie americane in gara con i cani russi

 

Programma Mercury 

Dato che non arrivano notizie dal mondo comunista gli americani si permettono di spadroneggiare, almeno nelle immagini e comunicati stampa. Viene annunciato ufficialmente il programma Mercury, che porterà in orbita il primo essere umano (almeno secondo le intenzioni della Nasa). Ecco una copertina di Epoca con la squadra dei sette potenziali astronauti

I sette astronauti americani del progetto Mercury in posa intorno al simulacro di una capsula spaziale (settembre 1959)

1959-469 - Operazione Mercury

(sette uomini stanno per dare l'assalto al cielo)

La copertina del numero successivo (siamo alla fine di settembre) è dedicata alle trepidanti mogli dei magnifici sette

E all'interno un lungo servizio fotografico ci presenta le famiglie e la vita privata:

1959-470 - Sette donne attendono l'ora degli astronauti

Con relativa foto di gruppo nella medesima ambientazione dedicata ai mariti:

 

Per oltre un anno i sette atletici ragazzoni americani poseranno in favore di fotocamera, da soli o in gruppo, con o senza tuta spaziale o mentre fanno il barbecue o addirittura in mutande. Si prende tempo, dato che evidentemente a Cape Canaveral non c'è ancora niente di pronto per il volo umano, mentre negli stessi mesi in Russia si lavora silenziosamente come sempre per preparare il grande balzo.

 

La faccia nascosta della Luna

La Luna, come sappiamo, ha il periodo di rotazione coincidente con quello di rivoluzione intorno alla Terra, circa 28 giorni. La conseguenza è che ci mostra sempre lo stesso emisfero, che è quello che ben conosciamo per averlo osservato con tutti i mezzi possibili per migliaia di anni. L'altro emisfero ci è sempre stato nascosto, fino al volo della sonda Lunik III, il primo oggetto fabbricato dall'uomo in grado di mandarci qualche immagine della "faccia nascosta", grazie a un sorvolo ravvicinato.

Un'immagine pittorica del Lunik III che sorvola l'emisfero nascosto della Luna

 

Un primo articolo, pubblicato nell'ottobre del 1959 non fornisce alcun dato sul risultato della missione, a parte quanto appreso da uno scarno comunicato stampa sovietico. Il resto del servizio divaga sulla storia delle missioni spaziali:

1959-472 - Viaggio attraverso i pianeti

Solo qualche settimana dopo, a novembre, sarà possibile ammirare il volto poco familiare della faccia nascosta, le cui formazioni più importanti hanno già nomi russi, come è giusto che sia:

1959-475 - La Luna in casa

La prima foto ufficiale dell'emisfero invisibile della Luna fotografato dal Lunik III. In primo piano la catena dei Monti Sovietici

(la stessa foto puoi scaricarla da qui in alta risoluzione)

 

 

Francobollo commemorativo dell'impresa della sonda Lunik III

 

La sonda aveva a bordo un laboratorio fotografico convenzionale automatizzato, che scattava, sviluppava, fissava e poi trasmetteva a terra mediante il sistema della telefoto, ossia come segnale tv a scansione lenta. Funzionò tutto alla perfezione, la scienza fece un grande passo avanti e l'Unione Sovietica guadagnò un importante punto sugli Stati Uniti. E non è ancora finita.

 

Tutto il 1960 trascorre senza grosse novità: il programma americano Mercury procede, così come procedono i progetti spaziali sovietici. Giusto tre articoli in tutto l'anno per tenere viva l'attenzione dell'opinione pubblica:

1960-516 - L'America brucia le tappe dello spazio

1960-518 - L'uomo-Sputnik verrà lanciato in ottobre?

L'ultimo dal titolo che pare l'annuncio di un successo, è invece solo un racconto di fantasia, e siamo nell'autunno 1960:

1960-522 - Entra in orbita il primo astronauta

In mancanza di notizie si torna alla fantascienza alla fine del 1960

 

Yuri Gagarin

Il 1961 rimetterà la scienza e la realtà al primo posto, e sarà nuovamente un successo sovietico, maturato nel segreto e nel mistero, e circondato da aloni di sospetto da parte del mondo occidentale. Intanto i sette eroi americani continuano ad allenarsi e a farsi fotografare in posa:

1961-535 - Uno di noi andrà nello spazio

 

E, mentre uno scienziato russo spiega come sarà possibile raggiungere Venere, nello stesso numero di Epoca due giovani radioamatori torinesi raccontano di una ricezione agghiacciante che farebbe pensare a un dramma che si sia consumato nello spazio: forse un astronauta russo sacrificato per lo sviluppo delle tecnologie?

1961-542 - Un russo vi spiega l'Operazione Venere - Ho sentito un rantolo nello spazio

 

Sul fronte americano continuano i preparativi, sotto gli occhi di fotografi, reporter e giornalisti che non dimenticano di coinvolgere anche la vita privata e familiare degli astronauti:

1961-544 - Tre uomini col cuore in gola 

Si fanno anche previsioni su chi sarà il primo Paese a lanciare un uomo nello spazio:

1961-550 - La sfida nello spazio: chi arriverà primo?

Non bisognerà attendere molto per avere la risposta, dato che proprio mentre quel numero di Epoca era in edicola, Yuri Gagarin a bordo della Vostok ("Est"), compiva un'orbita completa intorno alla Terra e rientrava sano e salvo diventando così di fatto il primo astronauta della storia. Era il 12 aprile 1961:

 

1961-551 - Il giorno dell'Infinito

Il servizio di 25 pagine, oltre a narrare le vicende dell'eroe sovietico aggiunge una coda amara per gli astronauti americani, un po' di storia e conclude con qualche pagina di fantascienza illustrata con vecchie immagini che abbiamo già visto.

Yuri Gagarin, il primo astronauta ufficiale della storia

 

Il primo "astronauta" americano

La risposta americana non si fa attendere. E non si tratta di semplice propaganda: le capsule Mercury sono ormai pronte per il volo orbitale, e per adesso vengono sperimentate in voli parabolici (185 km di quota) grazie alla spinta di un missile "Redstone"

(da notare il titolo polemico nei confronti dell'Unione Sovietica):

1961-553 - Cape Canaveral non ha segreti

Sarà Alan Shepard il primo americano a sperimentare un lancio suborbitale, sotto gli occhi di tutto il mondo:

1961-554 - Il volo della libertà

1961-555 - Mi sono sentito felice...

Il volo suborbitale della capsula Mercury di Shepard (5 maggio 1961)

 

Pochi mesi dopo arriva il rilancio sovietico:  ad agosto una nuova Vostok con a bordo l'astronauta German Titov resta in orbita per un giorno intero:

1961-567 - Ecco l'uomo meteora

German Titov, il primo uomo a passare del tempo nello spazio (quasi un giorno)

Le imprese spaziali sovietiche sono sempre avvolte in un'aura di mistero, che invita i giornalisti a sospettare imbrogli o peggio, come in questo articolo di Ricciotti Lazzero:

1961-568 -  Dov'era Titov domenica 6 agosto?

Un'altra tipica risposta della stampa occidentale ai successi sovietici, in mancanza di meglio è un bel servizio di fantasia sul futuro delle imprese spaziali, con tanto di basi lunari, mezzi cingolati e copertina stile Playmobil:

1961-569 - Così l'uomo sbarca sulla luna

 

Intanto, a terra i radioamatori continuano a captare segnali che provengono inequivocabilmente dallo spazio (per via dell'effetto Doppler) e riguardano navicelle sovietiche non meglio definite...

1961-581 - La misteriosa notte del 14 ottobre

 

John Glenn, Scott Carpenter

Siamo all'inizio del 1962 e negli USA il "vecchio" John Glenn, uno dei sette dell'operazione Mercury comincia a disperare di poter più volare:

1962-592 -  Aveva voglia di piangere il vecchio di Capo Canaveral

Ma alla fine il quarantenne ce la fa: sarà il primo astronauta americano a effettuare un vero volo orbitale della durata di quasi cinque ore (tre orbite complete). Il volo non andò completamente liscio, specie al rientro:

1962-597 - Glenn racconta: l'estasi e il dramma

Con quasi un anno di ritardo rispetto ai sovietici, e in un modo piuttosto fortunoso gli Stati Uniti pareggiano i conti almeno con l'impresa di Gagarin. Sono però ancora indietro quanto a esperienza di volo.

 

È ora la volta di Carpenter, e di una nuova copertina, nella primavera dello stesso anno:

 

1962-611 - Ho fotografato il mistero dello spazio
Ancora un volo drammatico per certi versi. Problemi di temperatura eccessiva in cabina e di consumo eccessivo di carburante, ma il pilota riuscì a scattare delle foto di strane macchie luminose che aveva visto anche Glenn, e rientrare sano e salvo dopo tre orbite complete con la capsula Aurora.
Intanto la stampa occidentale continua a ricamare sulle possibili ombre del programma spaziale russo:
1962-613 - Perché l'Aquila non chiama più la Primavera?

Ma il 1962 è anche un anno fondamentale per le telecomunicazioni: il satellite Telstar permette di trasmettere un segnale televisivo oltre l'Atlantico.

 

1962-618 - Il satellite che "parla" ai continenti: TELSTAR

 

La risposta sovietica ai successi americani è spettacolare: dopo quasi un anno di silenzio la Russia annuncia di aver effettuato un volo spaziale con due navicelle, lanciate indipendentemente, che si sono incontrate in orbita. Il primo rendezvous spaziale della storia. Gli astronauti sono Nicolaiev e Popovich:

1962-621 - Da un anno i cosmonauti sovietici si preparavano al grande volo

 

Sul numero successivo esce un articolo a firma del giornalista Raymond Cartier, allora corrispondente da New York per un settimanale francese, che spiega il ritardo americano ma ne anticipa il trionfo:

1962-622 - Gli americani hanno una rampa sola

L'opinione pubblica ogni tanto si chiede se valga la pena spendere cifre spropositate per questa gara:

1962-623 - Migliaia di miliardi buttati nello spazio

Ma i programmi proseguono. Nella primavera del 1963 una prima versione del missile Saturno  fa un volo di collaudo. La descrizione del veicolo è impressionante, anche a oltre cinquant'anni di distanza - basti pensare ai suoi otto motori che devono mantenere un equilibrio di spinta:

1963-656 - Nasce il "Saturno"

Comincia così ufficialmente il programma Apollo, destinato a portare un equipaggio umano sulla Luna.

 

La prima donna dello spazio è russa

Il successivo volo orbitale è quello di Gordon Cooper, nella primavera del 1963. È l'ultima missione del programma Mercury. Cooper sarà sfortunato, dal punto di vista della copertura mediatica, dato che il suo volo coincide drammaticamente con gli ultimi giorni di vita di Papa Giovanni, e dunque Epoca consacra copertine e servizi centrali alle vicende del Vaticano.

Cooper compare "a cose fatte":

1963-661 -  È incredibile: perché Gordon Cooper non poteva mangiare

Continua la polemica sul costo delle imprese spaziali:

1963-662 - Sessantamila miliardi per andare sulla Luna

Infine, con qualche settimana di ritardo, una copertina dedicata allo spazio

 

Oltre al servizio fotografico a colori realizzato da Cooper, un altro articolo, in bianco e nero, testimonia le vicende spaziali sovietiche, con il sensazionale volo della prima astronauta russa Valentina Tereshkova, seguita con trepidazione in Cremlino:

1963-665 - Kruscev nel suo studio aspetta Valentina al telefono

 

La giovane Valentina Tereshkova è la prima astronauta della storia (giugno 1963)

 

Le missioni del programma Gemini

Da questo momento gli astronauti non voleranno più da soli. Gli equipaggi americani saranno composti da almeno due persone. Lo stesso avviene ormai da tempo per gli equipaggi russi. Ciò è dovuto anche al fatto che le missioni si fanno più complesse, e prevedono anche attività extraveicolare (le cosiddette "passeggiate spaziali").

Intanto prende corpo il programma Apollo destinato allo sbarco sulla Luna entro il 1970.

Un equipaggio in tute variopinte posa vicino a un modello della capsula Apollo

 

Il costo enorme dell'impresa pone seri dubbi sulla sua fattibilità senza una collaborazione mondiale. Kennedy e Kruscev discutono della possibilità di uno sbarco congiunto con equipaggio russo-americano:

1963-685 - Kennedy frena la corsa alla Luna?

Questo articolo è dei primi di novembre. John Fitzgerald Kennedy verrà assassinato il 22 dello stesso mese.

Nel 1964 il programma spaziale americano continua sotto la presidenza Johnson, con la missione lunare della sonda Ranger VI senza equipaggio, e col lancio in orbita del colosso Saturno I che rappresenta un successo personale e la definitiva consacrazione di Wehrner Von Braun:

1964-698 - Questo è il mancato fotografo della Luna

 

Von Braun al cospetto della sua creatura Saturno I, il razzo più grosso e pesante mai costruito dall'uomo

 

Pochi mesi dopo la sonda Ranger VII riesce a inviare delle ottime foto della superficie lunare prima di schiantarsi:

1964-724 - La Luna è un deserto

 

Passeggiate Spaziali

Come sempre fin qui, i primi sono i Russi. Nella primavera del 1965 Alexej Leonov è il primo uomo a effettuare l'uscita dalla capsula spaziale e svolgere attività extraveicolare. Il suo volto simpatico e i suoi schizzi altrettanto simpatici sono molto più eloquenti delle foto arrivate a terra, che ricordano le vecchie ecografie della prima generazione:

1965-757 - L'uomo che è stato nell'infinito

Nella copertina di Epoca del 28 marzo Leonov viene definito "satellite umano"

Qualcuno si chiede ancora: ma cosa sarà mai questa "conquista dello spazio?" Fin dove potrà spingersi l'uomo con i suoi razzi sempre più potenti e con la sua tecnologia sempre più spinta? Raymond Cartier fornisce dati su cui meditare in questo articolo tutto da leggere, che tra l'altro fa il punto sulla gara russo-americana:

1965-758 - La conquista del Cosmo? Che vanità!

Ancora i russi protagonisti, in una conferenza stampa di Leonov con i suoi schizzi:

1965-759 -  Leonov racconta: potevamo uscire tutt'e due

Ed ecco la risposta americana, col programma Gemini che va avanti. Questa volta l'autore di una spettacolare passeggiata spaziale è Edward White. Merita una copertina:

Il servizio all'interno parla dei preparativi al lancio (purtroppo il fascicolo da cui è tratto fu danneggiato dall'umidità):

1965-768 -  Due come noi

Le foto a colori e i dettagli della missione arrivano la settimana successiva:

1965-769 - Lo splendore dell'infinito

Lo stesso articolo tratta con un certo dettaglio il programma lunare Apollo su cui la NASA sta lavorando intensamente: "ecco cosa succederà un giorno del 1969". Ma anche il programma Gemini, pur non prevedendo missioni lunari, ha un contenuto tecnologico e di preparazione per gli equipaggi, che dovranno affrontare lunghe permanenze nello spazio:

1965-779 - Lassù si lavano perfino

Il 1965 non è ancora terminato, anzi sarà uno degli anni più lunghi per l'astronautica mondiale tanto da meritare una terza copertina di Epoca, a metà settembre:

Si tratta della missione Gemini V di Cooper e Conrad, che batteranno il record russo di permanenza nello spazio, scattando delle bellissime foto a colori e rientrando sani e salvi (non senza qualche problema):

1965-783 - La nostra settimana in cielo

I prossimi ad andare nello spazio saranno Lovell e Bormann, con una missione ad elevato contenuto umano: studiare il comportamento dell'organismo alla lunga permanenza in condizioni di assenza di gravità. In più utilizzeranno nuovi sistemi di comunicazione tra cui il laser, un'invenzione recente:

1965-794 - Sparano laggi laser e disegnano la Luna

Il 1965 si chiude ancora con una copertina - la quarta per quest'anno - e una missione spettacolare con due navicelle (Gemini 6  e Gemini 7) che si incontrano nello spazio tanto da potersi fotografare reciprocamente.

Gli equipaggi coinvolti sono Schirra e Stafford (Gemini 6) e Lovell e Borman (Gemini 7):

1965-796 - Ecco il film fatto in cielo

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(Ultimo aggiornamento: 12/08/18 - Continua nelle prossime settimane)

 
 

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